Il referendum di Bologna è una conquista dei suoi cittadini,
un appuntamento di democrazia fortemente voluto per mesi e mesi, più di un
anno.
Non la sera prima, se ne raccontano le ragioni, gli slanci.
Ci sono cose
che si accumulano la notte prima, amori che nascono a prima vista nel battito di
un'ora. Stanze da riordinare in fretta, compiti da fare un momento prima che
suoni la campanella.
Non è così per la lotta per la scuola pubblica: la
possibilità di dibattito, di respiro, aperta in città dai referendari è molto
più di una riga di appello poche ore prima che aprano le urne.
E il grido di
dolore della scuola pubblica, la scuola della Costituzione, passa attraverso le
storie di tanti, i loro vissuti. Così nei vissuti passa l’amore per la scuola
laica inclusiva pubblica gratuita, perché è passione civile, democrazia. E così
il cambiamento, non è un rapido colpo di spugna né una lavata di faccia
gattopardesca.
E’ la capacità di un territorio di produrre un pensiero
collettivo e di reagire ai diritti messi a rischio.
Se la graduale scivolata verso la privatizzazione dell’istruzione pubblica è oggi all’attenzione di tante e tanti, se tanti e tante saranno capaci di invertire la rotta, tutto questo sarà stato il frutto di un percorso comune. Persino oltre la giornata di domani, ci sarà il coraggio di dirsi e di dire le cose come stanno, ci sarà la coscienza di una città che di fronte ai problemi sa ancora reagire e che sa farlo con spirito solidale.
Se la graduale scivolata verso la privatizzazione dell’istruzione pubblica è oggi all’attenzione di tante e tanti, se tanti e tante saranno capaci di invertire la rotta, tutto questo sarà stato il frutto di un percorso comune. Persino oltre la giornata di domani, ci sarà il coraggio di dirsi e di dire le cose come stanno, ci sarà la coscienza di una città che di fronte ai problemi sa ancora reagire e che sa farlo con spirito solidale.
Tutte le ragioni e le emozioni e le
passioni, non stanno in una notte sola. Domani i cittadini diranno la loro, e
questo è quel che conta.
Questo conta.
Questo conta.
IL REFERENDUM IN DUE MINUTI (così lo raccontavo il 23
marzo)
LE RAGIONI DELLA A E DELLA B (da una puntata di qualche
settimana fa di Radio città del capo) link
A VOTARE A (Wu Ming) link
A VOTARE A (Wu Ming) link
IL DIARIO DI ARTICOLO 33 link
LINK Info (con dove e come si vota), materiali, approfondimenti, video
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Agli indecisi, ai confusi,
e a chi come me odia gli indifferenti
e a chi come me odia gli indifferenti
Voterò A perché se
pensate che chi vuole lentamente distruggere la scuola pubblica e i nostri
diritti, lo farà annunciando "lo sto proprio facendo!" e suonando per
voi il campanello di allarme, vi sbagliate. I diritti possono esser sottratti
nella distrazione generale, creando confusione, facendo passare messaggi falsi
e fuorvianti. E così sta accadendo. Non è chi ve li toglie, i diritti, a dirvi:
attenzione che ve li sto togliendo. Siete voi a doverne prendere coscienza. Non
è chi sta finanziando le private e definanziando la scuola pubblica, a potervi
dire che vi sta negando un diritto, se vuole conquistare il vostro voto o
comunque la vostra acquiescenza. Ma siete voi a dover riprendere in mano la
vostra coscienza, a vedere le cose come stanno. Siete voi, siamo noi, sono io,
che devo accorgermi di cosa sta succedendo e agire di conseguenza.
Agisco di conseguenza, e voto A.
Mi ribello pacificamente al rifiuto del referendum che è rifiuto della democrazia. Dissento dal tentativo solito e abusato di tradurre le istanze dal basso inquadrandole in schemi di tensione e in linguaggi di violenza. Mi ribello pacificamente al tentativo di rinserrare le fila contro, e a quello di etichettarlo questo bel referendum: al tentativo insomma di soffocarlo, quel bel respiro, quel bel vento, che io invece sento e conosco, e che è il respiro di una città ancora viva, che lotta, perché esista ancora un "meglio", invece di un "meno peggio", o di un "peggio del peggio". Voterò A perché ho conosciuto stupende persone che per la scuola pubblica stanno lottando e vogliono lottare. Che si sono conquistate questo momento di democrazia con serena determinazione, nonostante ci sia chi non intende prendere in considerazione l’opinione degli stessi cittadini (che, altresì, intende poi persuadere a votare come dice lui). Io mi ribello pacificamente al non voler discutere, al non voler far partecipare, e infine all’indifferenza. Dico forte il mio A, il mio per la scuola pubblicA!, perché sono viva e pensante, e prendo parte alle scelte che a noi cittadini spetta fare insieme.
Tutto il resto, tutto il tanto, ce lo siamo detti e ce lo stiamo dicendo.
Ma quello che stasera ci tenevo proprio a dire, è: votate con coscienza, la vostra. Con lucidità, la vostra. Sapendo che ad aprire gli occhi potete essere soltanto voi, e non qualcuno per voi. E che le parole di Calamandrei sono davanti ai vostri occhi, e ai miei.
Francesca
Agisco di conseguenza, e voto A.
Mi ribello pacificamente al rifiuto del referendum che è rifiuto della democrazia. Dissento dal tentativo solito e abusato di tradurre le istanze dal basso inquadrandole in schemi di tensione e in linguaggi di violenza. Mi ribello pacificamente al tentativo di rinserrare le fila contro, e a quello di etichettarlo questo bel referendum: al tentativo insomma di soffocarlo, quel bel respiro, quel bel vento, che io invece sento e conosco, e che è il respiro di una città ancora viva, che lotta, perché esista ancora un "meglio", invece di un "meno peggio", o di un "peggio del peggio". Voterò A perché ho conosciuto stupende persone che per la scuola pubblica stanno lottando e vogliono lottare. Che si sono conquistate questo momento di democrazia con serena determinazione, nonostante ci sia chi non intende prendere in considerazione l’opinione degli stessi cittadini (che, altresì, intende poi persuadere a votare come dice lui). Io mi ribello pacificamente al non voler discutere, al non voler far partecipare, e infine all’indifferenza. Dico forte il mio A, il mio per la scuola pubblicA!, perché sono viva e pensante, e prendo parte alle scelte che a noi cittadini spetta fare insieme.
Tutto il resto, tutto il tanto, ce lo siamo detti e ce lo stiamo dicendo.
Ma quello che stasera ci tenevo proprio a dire, è: votate con coscienza, la vostra. Con lucidità, la vostra. Sapendo che ad aprire gli occhi potete essere soltanto voi, e non qualcuno per voi. E che le parole di Calamandrei sono davanti ai vostri occhi, e ai miei.
Francesca